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Satellite News: La storia dei tasti 7,8 e 9 - Satellite News

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Storia della tv
COME SIAMO ARRIVATI A LA7, TV8 E NOVE
Quando nel Principato di Monaco si decise di sdoppiare TeleMonteCarlo e creare il canale in italiano c'era l'ambizione di creare un'alternativa alla RAI. A investire oltre al Principe Ranieri, Europe1, la Publicis e altri azionisti istituzionali.
Da subito TMC divenne un attore particolarmente appetibile sul mercato italiano e Rai per evitare che Berlusconi l'acquisisse (essendo tv di stato era parte dell'Eurovisione) decise di prenderne la gestione, spostò il centro di produzione a Roma, nello stabile di via della Balduina del Dipartimento Scuola Educazione.
I programmi più interessanti di TMC passarono alla Rai, come Paroliamo e Contiamo e Aboccaperta di Funari, tutti collocati su Rai2.
In cambio vennero create delle nuove produzioni ad hoc per la nuova TMC, oltre a riproporre alcuni titolo del magazzino di Via Teulada.
Nel 1985 la famiglia dei Marinho acquista il 90% della tv monegasca, il restante 10 rimane alla Rai.
I brasiliani di RedeGlobo danno nuova linfa con una programmazione di buon livello a partire dal telegiornale, alla produzione di programmi sportivi, le famose novelas che hanno fatto la fortuna di Globo e il rotocalco femminile del pomeriggio di Carla Urban "Tv donna".
Nel giro di poco tempo Italia 1 e Retequattro decisero di adottare di emulare Berlusconi e quindi passarono da un sistema di affiliazione alla proprietà diretta del segnale.
Da un punto di vista editoriale c'è stato un solo caso dove la capofila locale ha portato in eredità alla nuova rete nazionale dei propri programmi, fu il caso di Antenna Nord di Edilio Rusconi, che portò alla neonata Italia 1 programmi vincenti come ad esempio "Bim Bum Bam" , il contenitore per ragazzi con Paolo Bonolis, Sandro Fedeli e Marina Morra, il settimanale dedicato all'automobilismo di Andrea De Adamich "Grand Prix"
Nel 1983 Fininvest stava già lavorando al progetto editoriale di un secondo canale Rete 10 in cui si voleva coinvolgere Indro Montanelli, con l'acquisto di Italia, le idee pensate per Rete10 vennero spostate sulla nuova arrivata nel gruppo.
Nel 1984 poi Mondadori passerà la sua Retequattro a Fininvest, creando un primo e vero polo commerciale contro quello pubblico di Viale Mazzini.

Aldilà delle tre reti (ora Mediaset) la storia della televisione italiana è ricca di tanti progetti naufragati anche se creati con le migliori intenzioni... la tv della Rizzoli, Prima Rete indipendente aveva un palinsesto di tutto rispetto con un talk show con Enza Sampò, il programma musicale 24 piste con l'autore Cristiano Minellono, il telegiornale "Contatto" il primo davvero strutturato, firmato da Maurizio Costanzo (all'epoca direttore del quotidiano popolare L'Occhio)
Il caso P2 e la vicende che coinvolsero la Rizzoli portarono alla chiusura dopo poco meno di due anni di PIN.
Sorte simile toccò a  ReteMia di Mendella, nata sulle frequenze di Marcucci di Elefante... che chiuse per problemi con la giustizia del suo editore.
Ultimo caso da ricordare Canale 2000, nata dalla collaborazione tra la romana GBR e i Marcucci.. dopo due anni il progetto fu abbandonato e le frequenze spostate sulla nascente Videomusic, prima televisione musicale tematica del continente.

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