La tv che non c'é prende voce
Sabina Guzzanti 
da Raiot a Emi.li.tv
Dopo i progetti affossati o perduti di Telesogno e del terzo polo adesso attraverso le telestreet, le piccole televisioni di quartiere e con alcune iniziative editoriali via satellite come Atlantide tv della famiglia Fo, Iride tv la tv sperimentale della Festa dell'Unità, No war tv, si sente un bisogno di novità e di voci differenti da quelle proposte dai canali nazionali via terra, oramai praticamente uniformate sia nei contenuti che 
nei modi di proporli.
Un esempio di "tv indipendente" lo si ha attraverso  Emi.li tv una serie di televisioni locali che danno spazio attraverso un consorzio ad eventi straordinari.
Domenica 23 novembre, ad esempio, dopo la censura del programma di Sabina Guzzanti "Raiot", l'attrice con la collaborazione di alcuni amici e il sostengo del teatro Ambra Jovinelli diretto da Serena Dandini ha realizzato uno spettacolo "Varietà di protesta" realizzato all'Auditorium di Roma che è stato ripreso in diretta da Emi.li.tv e ritrasmesso, non solo via satellite ma anche via terra da tante televisioni locali e visto in oltre 20 teatri italiani trasformati in centri d'ascolto. 

Galleria d'immagini

Sabina all'inizio della serata nel monologo di apertura  Corrado Guzzanti nel ruolo del "fascista su Marte"  Marcorè-Gasparri intervistato da Serena Dandini
La Guzzanti nei panni di Lucia
Annunziata presidente della Rai
La parodia di Silvio Berlusconi  e d'Alema 
Paolo Rossi ospite della serata. L'intervento di Dario Fo e Franca Rame La Mannoia accompagnata da Piovani ha regalato grandi emozioni

Vedi sul sito di Repubblica
alcuni brani dello spettacolo

Ascolta alcuni brani della serata
dal sito del Corriere della Sera a cura dell'Agr

Rassegna stampa



Repubblica 24 novembre 2003
Sabina fa la parodia del presidente Rai: "Mi sono pentita. I comici non possono parlare di cose che non conoscono"
Lucia e i "corruttori semplici" i bersagli del nuovo Palavobis
di CONCITA DE GREGORIO
Saranno anche venuti perché era domenica, perché quando lo spettacolo è gratis si muovono tutti, perché c'era anche qualche canzone e somigliava persino a un concerto. Oppure perché Raiot l'avevano visto la settimana scorsa in tv, e uno può dire che è bello o che è brutto, può cambiare canale se crede e persino spegnere la tv che tanto capita spesso che non ci sia niente che valga la pena. Però insomma ecco bisogna essere liberi di scegliere, e la censura preventiva no.
così sono venuti, ieri sera, all'Auditorium di Roma. Per un motivo o per l'altro, per tutti e due. Tanti, tanti: duemila e quattrocento persone dentro, quindicimila fuori, si è sparsa la voce. "Lo spettacolo è fuori - dice Michele Santoro - è il fuori della democrazia". La foto di gruppo, sugli scalini della sala grande dell'Auditorium, è così composta: Carlo Freccero, già direttore di rete, Gad Lerner, già direttore di Tg, Michele Santoro, già autore e conduttore Rai, il suo braccio destro Ruotolo, Giuseppe Gentili, un tempo applicato al settore fiction, Marco Travaglio, l'avvocato D'Amati (il cui studio legale segue le cause intentate alla Rai da buona parte del resto del gruppo). Sul palco Serena Dandini che annuncia, per stasera, il "varietà di protesta".
Protesta nei confronti della Rai e di chi eventualmente per conto della Rai abbia deciso di sospendere Raiot, il varietà di Sabina Guzzanti che nella prima e unica serata di messa in onda ha realizzato il record di ascolti della terza rete. "Hanno sospeso perché si è parlato della pubblicità Mediaset", dice Lerner. Santoro: "Come fa un paese a tenere fuori dalla tv di stato la metà e forse più dell'opinione pubblica? Andate a vedere cosa c'è fuori". Fuori, in altre città, ci sono ventitré teatri collegati e messi in onda su Emi.li, sigla che riunisce le "emittenti libere" e che con un po' d'ingegno e di fortuna si riesce a vedere sui canali via satellite.
Fuori dai cancelli, c'è gente in fila dalle tre del pomeriggio, le prime due ondate sono entrate gli altri no: sono lì che urlano schiacciate contro i cancelli, il servizio d'ordine ha paura che per farne entrare cento ne passino mille, chiude tutto. Sono giovani, molte coppie adulte, persone anziane. Moltissimi bambini in passeggino. Qualcuno si sente male, il maxi schermo in fondo al giardino è lontanissimo e non basta a vedere. "Nessuno si aspettava un'affluenza così", dice Silvia Bonucci, dei Girotondi. Nanni Moretti non c'è. In galleria Guglielmo Epifani con la moglie ("contro la censura, per la libertà d'espressione", dice il segretario della Cgil), Giovanna Melandri, il ppi Dario Franceschini, il direttore dell'Unità Furio Colombo con Antonio Padellaro, Diego Cugia (Alcatraz), Andrea Purgatori, qualche altro politico ma pochi: Paolo Gentiloni, Antonello Falomi, Claudia Mancina, Vincenzo Vita. Veltroni, assente, è presente in spirito avendo dato i buoni uffici perché alla serata fosse concessa la sala. Si finanzia a sottoscrizione, e difatti ne lasciano di generose, entrando, l'avvocatessa Cao (capostipite di tutti i legali di gente di spettacolo) Corrado Augias, Barbara Alberti. Dalle transenne di lato continuano a premere gli operatori della tv giapponese ("siamo senza accredito, fateci passare", niente), invalidi in carrozzella (avanti uno alla volta), madri coi figli neonati. Due scavalcano: "Abbiamo una bambina di sette mesi".
La Dandini comincia: "Vedi che c'è Santoro, ma che facciamo qui, la tv?". Nei camerini Nicola Piovani che prova al piano. Fiorella Mannoia e Paolo Rossi aspettano. Sabina Guzzanti apre con la gag della Annunziata, presidente della Rai. "In consiglio questa volta mi sono astenuta, la prossima se m'impunto voto contro". Poi il monologo d'introduzione: "Ve lo dico subito, mi sono pentita di quello che ho fatto. È successo un paio d'ore fa. Ho capito che i comici non possono parlare di cose di cui non sanno. Per esempio, come faccio io a dire che l'Italia è l'unico paese al mondo che va in guerra e non lo sa? Che quello di Sharon è il peggior governo del mondo? Che la Annunziata non sa quello che firma, saprà anche 5 o 6 lingue ma non ne parla nemmeno una? No, non posso. E che dovrei dire di Giuliano Ferrara? Dice che è uno che ha avuto il coraggio di cambiare. Prima stava con l'impero sovietico, ora con quello americano. Mi pare quel genere di persona che sta sempre con chi vince. Dicono: ma è intelligente. In che consiste l'intelligenza, nel trovare le parole per il più forte? Allora Gramsci che è andato in galera era un coglione e Farinacci un genio?". Telefona Grillo, urla "voi dovete manifestare al contrario, perché ci sia sempre la censura. È utile, sviluppa la creatività. Un governo che censura fortifica. Quello che mi preoccupa è: il giorno che scoppia dove le mettiamo le scorie?".
A gruppi cominciano a entrare parecchi di quelli ai cancelli, si vede che la sicurezza ha risolto il rovello. Corrado Guzzanti fa il "fascista su Marte": "Anche noi a Matteotti avevamo detto: registra prima gli interventi. Non funzionò. Per voi è tutto più facile. Avete al governo corruttori semplici, senza la crema. All'opposizione noi s'aveva Turati, voi marcondironderisti, sornioni coi baffi e senza. E poi non sparate a Vittorio Emanuele Ciampi, che tanto firma tutto". Rosalia Porcaro fa la suocera che ha votato Forza Italia. Luttazzi dà anfetamine ai piccioni del parco che tanto non ha nulla da fare. Piovani suona, Mannoia canta "ahi che sarà che sarà". Prima delle prediche filosofiche di Buttiglione e dell'autodifesa di Previti, prima di Dario Fo in video e Paolo Rossi sul palco i quindicimila fuori smettono di protestare. "Peccato non averli visti", dice una signora coi capelli bianchi, andandosene: "È quel poco di libertà che resta, bisogna proteggerla come le piante in terrazzo, d'inverno".

Corriere della Sera 24 novembre 2003
I girotondini esultano: siamo tornati
«Raiot» a teatro, in migliaia per la Guzzanti
Spettacolo a Roma «contro la censura e per la libertà di stampa». Collegamenti con 22 città
di GIANNA FREGONARA
ROMA - Alle otto di sera già mandano in collegamento Sabina Guzzanti. Appare sul megaschermo a tranquillizzare le migliaia di persone che premono ai cancelli dell'Auditorium. Non potranno più entrare. Soltanto chi era qui prima delle cinque del pomeriggio è riuscito ad avere un posto in sala. Gli altri vedranno da dietro la grata, sullo schermo - che non è neppure tanto mega - tutto lo spettacolo, la Guzzanti, le imitazioni e i monologhi, il megacomizio contro la censura e per la libertà di stampa. Le invettive contro Ferrara («grasso ma non fa capoluogo»), contro Berlusconi e Mediaset, contro destra e sinistra. Insomma la versione teatrale di Raiot, riveduta e corretta per non incorrere in altre denunce e polemiche per via dei diritti Rai.
Si chiama «Giuro di dire la verità 2»: sono venuti Nicola Piovani, David Riondino (che interpreta Mariano Apicella, lo chansonnier del Cavaliere), Serena Dandini, Corrado Guzzanti, Fiorella Mannoia, Paolo Rossi, Neri Marcorè, ci sono in collegamento Dario Fo e Daniele Luttazzi (che invita a boicottare Mediaset e le aziende del premier) e per telefono parlerà anche Beppe Grillo. Tre ore di spettacolo dense, sul palco i «cloni» di Lucia Annunziata, di Silvio Berlusconi («La storia sono io», apostrofa la Mannoia che canta la canzone di De Gregori) che si trasforma in Massimo D’Alema, ci sono i «Fascisti su Marte» con busto di Mussolini.
Finiscono nel mirino anche Sharon e Ciampi. E ovviamente si parla di giustizia («la questione morale va sollevata») e di mafia. Di Andreotti e di Previti (il testo è stato limato fino all’ultimo per evitare querele) che «ha giurato fedeltà alla Repubblica e alle sue leggi come ministro e nel frattempo prendeva 21 miliardi in nero», attacca la Guzzanti.
Quindicimila persone fuori. Attori, artisti, politici nelle prime file. Sotto il palco si mettono in posa in una formazione da «Telesogno» Michele Santoro, Gad Lerner, Ruotolo, Freccero e Marco Travaglio.
Riceve un'ovazione anche il diessino Vincenzo Vita. Il segretario della Cgil Guglielmo Epifani è annunciato in sala, ma non sale sul palco. Si dilunga Paolo Flores d'Arcais. Giulietto Chiesa azzarda un paragone tra la Guzzanti e Pasolini. Ci sono Serventi Longhi, Corrado Augias, Vauro, «CarCarlo Pravettoni». Politici? Alcuni: Giovanna Melandri, Dario Franceschini e Paolo Gentiloni, Marco Rizzo. Aspettano Fausto Bertinotti. Fassino e Rutelli mandano un messaggio di solidarietà.
Peccato per la gente fuori, peccato perché «se l'organizzazione non è buona poi accusano noi dei girotondi che non c'entriamo», protesta preoccupata Marina Astrologo: non hanno mandato forze dell'ordine, per oltre un'ora c'è il timore che i delusi possano sfondare i cancelli. Non succede niente. Ci si siede per terra, i più organizzati sono venuti con pizza e panini. Alla fine occupano il lungo viale, bloccando un paio di autobus. C'è chi è venuto perché è gratis, chi perché c'è la Guzzanti, chi perché è dei girotondi, chi perché l'ha sentito l'altra sera in tv. I ragazzi del Forte Prenestino avevano anche portato uno striscione che resta ripiegato. Gli zapatisti attaccano manifesti. Ma i più sono soltanto arrabbiati.
Ma gli organizzatori sono tutti soddisfatti, perché come dice Paolo Flores a chiunque incontri: «Questa volta siamo più del Palavobis» e non è poco per i girotondini alla vigilia della settimana politicamente più calda dell'anno: quella in cui al Senato si approverà la legge Gasparri sull'informazione. «Siamo tornati e questa volta abbiamo fatto il più grande evento mediatico che ci sia mai riuscito», gongola Gianfranco Mascia dei girotondi: per la prima volta sono in tutta Italia, ventidue città collegate, una tv Emi.li che diffonde via satellite il programma. L’unico neo sono i contenitori per la sottoscrizione per il varietà di protesta: restano inesorabilmente vuoti. Ma gli organizzatori già si preparano per mercoledì quando fuori dal Senato si vogliono trovare per protestare contro la Gasparri e Berlusconi.
 

Risorse su internet
SabinaGuzzanti.it
Emi.li.tv
Con Sabina, contro il regime di Paolo Flores d’Arcais e Francesco Pardi Centomovimenti



Testo e ricerca di Enrico Genna 2003 ©
Immagine di Sabina Guzzanti tratta dal sito ufficiale dell'attrice e galleria di immagini tratte dalla diretta di Emi.li tv